S. Teresa d’Avila

SANTA TERESA D’AVILA

Cenni biografici

Teresa è sempre stata una cercatrice. Una donna che ha cercato con passione e coraggio la verità, la felicità, l’amore, la vita vera… Ma ciò che è più importante è che… l’ha trovata! La sua vita è stata tutta presa da un grande, reale e incredibile amore. S.TeresaE ha sentito l’urgenza, nella sua vita e con i suoi scritti, di indicare ad altri la strada vera della felicità. Teresa nasce il 28 marzo 1515 ad Avila in Spagna, in una famiglia numerosa e profondamente cristiana. Affascinata fin da piccola dalla sproporzione tra il premio celeste, la vita eterna e la breve esistenza terrena, decide col fratellino Rodrigo di non perdere tempo e di andare nella “terra dei mori”, “nella speranza che là ci decapitassero”, per poter così entrare immediatamente in Cielo. L’avventura dei due aspiranti martiri si conclude poco fuori città, dove vengono intercettati da uno zio che non approva i loro sogni di gloria… Quest’episodio è però significativo:  questa sarà l’avventura di Teresa. Un lungo viaggio, interiore ed esteriore. Prima di tutto dentro si sé, incontro a quel Dio che vive in lei e l’attira; poi incontro ai fratelli, sia con i suoi splendidi scritti, redatti per “ingolosire le anime” e invogliarle a intraprendere a loro volta il viaggio verso Dio; sia con le sue fondazioni, occhidigesù - 30marciando sulle strade polverose e infuocate della Spagna, perché molte giovani potessero rispondere amore per amore, con la vita, a quel Dio che tanto ci ha amati. Nel 1535 Teresa bussa alle porte dell’Incarnazione, monastero carmelitano di Avila. Resterà qui per 27 anni, nei quali incomincia il suo viaggio: la ricerca del Volto di Dio che vive in lei. L’orazione, ecco la porta che Teresa scopre e che le permette di rientrare in se stessa e prendere il largo verso di Lui. Un semplice colloquio, cuore a cuore, spontaneo, che sia però sempre ricerca di un contatto vivo con Colui che ci ama e che è sempre presente in noi. Questo dialogo però si svolge nella fede e non è esente dall’esperienza dell’aridità, del vuoto, della croce. Teresa persevera nonostante le difficoltà e Dio, a poco a poco, plasma il suo cuore, e la prepara a grandi cose. Le fa sentire che la sua vita deve diventare più conforme a quella del suo Sposo, il Cristo, di cui sta diventando intima amica nell’orazione. Più Teresa risponde alle nuove esigenze, più il Signore la trasforma e la sprona ad andare più in là. Molte grazie mistiche straordinarie fortificano Teresa e la preparano ad una grande opera: il Signore le ha mostrato chiaramente che  vuole che fondi un nuovo monastero, ritornando alla Regola Primitiva del Carmelo. La santa di Avila intuisce infatti che alle immense sfide del suo tempo (la spaccatura della cristianità dovuta alla Riforma protestante, la scoperta del Nuovo Mondo, tutto ancora da evangelizzare) può rispondere davvero efficacemente donandosi tutta a Dio e raggiungendo così, in Lui, tutti i fratelli bisognosi. Dopo mille traversi e peripezie, il 24 agosto 1562 nasce ad Avila il monastero di San Giuseppe, il primo riformato. Da questo momento in poi Teresa sarà fondatrice, tra disagi e difficoltà, di piccoli “colombai della Vergine” in tutta la Spagna e saprà coinvolgere nella Riforma anche i padri Carmelitani. Alla sua morte, il 4 ottobre 1582, si contano 17  monasteri e 14 conventi di frati.

Le opere

Teresa d’Avila è stata una grande scrittrice, ma lo è diventata quasi “per caso” o, meglio, seguendo i misteriosi disegni di Dio. Prendere in mano carta e penna è stataCELLA DI S. TERESA per lei una necessità. Molte volte ne ha ricevuto l’obbedienza dai confessori o superiori, e si è messa all’opera provando ripugnanza e fastidio; altre volte invece ha voluto mettere per iscritto i suoi insegnamenti per le sue figlie spirituali, per tracciare con autorevolezza i punti fondamentali del carisma ricevuto da Dio e perché ricordassero sempre quanto erano costati gli inizi della Riforma, e si sforzassero di essere anch’esse fedeli. Per le lettere, molte, anche se probabilmente la maggior parte è andata distrutta, si deve parlare di vera necessità: comunicazioni alle priore dei suoi monasteri, ai frati scalzi, ai confessori… Quasi sempre – Teresa se ne lamenta nei suoi scritti – presa in mano la penna, e vergate un paio di righe, la santa viene disturbata e deve continuamente ricominciare, senza avere neppure il tempo di rileggere. Il suo stile, spontaneo, concreto, molto vivo, emerge da ogni pagina. Col suo fine umorismo, la sua straordinaria capacità di introspezione psicologica nonché la sua grandissima esperienza spirituale, sa tratteggiare in poche parole persone, stati spirituali, situazioni e mostrare con sicurezza la strada che conduce all’unione con Dio.

Tra le opere principali ricordiamo “La vita”, autobiografia che si concentra cascatasoprattutto sul suo cammino di preghiera, di amicizia con Dio; “Il cammino di perfezione” piccolo manuale redatto per le sue figlie (che ancora oggi lo usano come testo base per la formazione) in cui è illustrato lo stile di vita che Teresa vuole nei suoi monasteri e il suo carisma; “Le fondazioni”, in cui è narrata la nascita delle prime comunità riformate;  “Il castello interiore”, il capolavoro spirituale della santa, scritto nella maturità, in cui si descrive il cammino dell’anima verso Dio come un inoltrarsi nel castello interiore dell’anima, al centro del quale abita il Signore. Di Teresa abbiamo ancora alcune “Relazioni spirituali” , ovvero descrizioni di grazie mistiche redatte per i confessori; i “Pensieri sull’amore di Dio” piccolo trattato sull’orazione per le sue monache; le “Esclamazioni dell’anima a Dio”, lunghi dialoghi con Dio, scritti su carta che manifestano le intime ispirazioni di Teresa; le “Costituzioni” e il “Modo di visitare i monasteri” delle carmelitane scalze; le “Poesie” e, infine, il ricco epistolario.

La spiritualità teresiana

Ecco la straordinaria scoperta di Teresa: è possibile vivere una relazione reale e concreta con quel Dio che ha voluto incarnarsi; conoscerlo, amarlo e lasciarsi amare da Lui, vivere sempre con Lui. «Gesù aiuta e incoraggia, non vien mai meno, è unscansione0012 amico fedele.» «la visione di nostro Signore e la continua conversazione che avevo con Lui aumentarono di molto il mio amore e la mia fiducia. Comprendevo che se è Dio, è anche uomo, e che, come tale, non solo non si meraviglia della debolezza umana, ma sa pure che questa nostra misera natura va soggetta a molte cadute, causa il primo peccato che Egli è venuto a riparare. Benché sia Dio, posso trattare con Lui come con un amico.» Ma come intessere questa amicizia, con Qualcuno che crediamo sì nella fede, ma che non vediamo né sentiamo? L’orazione, ecco la strada! Cosa intende Teresa per “orazione”? «Un intimo rapporto di amicizia, un frequente trattenimento con Colui dal quale sappiamo di essere amati». Di che si tratta in concreto? Di decidere, con «determinata determinazione», perché la posta in gioco è la riuscita stessa della vita, di trascorrere ogni giorno un po’ di tempo con Dio, in un cuore a cuore silenzioso o dialogato nella fede. Un colloquio che poi prosegue per tutta la giornata. «Ascoltatemi, figliole: fate il possibile di stargli sempre accanto. Se vi abituerete a tenervelo vicino, ed Egli vedrà che lo fate con amore e che cercate ogni mezzo per accontentarLo, non solo non vi mancherà mai, ma, come suol dirsi, non potrete più togliervelo di torno. L’avrete con voi dappertutto, e vi aiuterà in ogni vostra difficoltà. Credete forse che sia poca cosa aver sempre vicino un così buon amico?» Partendo dalla Parola di Dio, da un trattato di spiritualità, da un’immagine. «Non vi chiedo già di concentrarvi tutte su di Lui, formare alti e magnifici concetti ed applicare la mente a profonde e sublimi considerazioni. Vi chiedo solo che Lo la Bibbiaguardiate. E chi vi può impedire di volgere su di Lui gli occhi della vostra anima, sia pure per un istante se non potete di più?.. Sappiate intanto, figliole mie, che questo vostro Sposo non vi perde mai di vista, né sono bastate, perché smettesse di guardarvi, le mille brutture .. che Gli avete fatto soffrire. Ora, è forse gran cosa che togliendo gli occhi dagli oggetti esteriori, li fissiate alquanto su di Lui?» Quali sono però le basi, le condizioni necessarie per cominciare un cammino di preghiera? «La prima è l’amore che dobbiamo portarci vicendevolmente; la seconda il distacco dalle creature; la terza la vera umiltà, la quale, benché posta per ultima, è prima e abbraccia le altre». Ecco quindi le basi per un solido cammino. Teresa sa che Dio si dona del tutto solo a chi del tutto si dona a Lui. La vita di preghiera per essere autentica, deve trasformare la vita e farla diventare dono di sé.

«Bel modo di mostrare affetto è togliere alle sorelle e prendere per sé quanto vi è di più faticoso negli uffici di casa, come pure rallegrarsi e ringraziare il Signore nelImmagine2 vederle progredire in virtù». «Voglio dire anzitutto in cosa consista la sostanza dell’orazione perfetta. [ … ]il profitto dell’anima non consiste nel molto pensare, ma nel molto amare. Ma come si acquista questo amore? determinandosi ad operare e a patire, discendendo poi nella pratica quando se ne presenti l’occasione. »  «Chiaro è che la somma perfezione non sta nelle dolcezze interiori, nei grandi rapimenti, nelle visioni e nello spirito di profezia, bensì nella perfetta conformità del nostro volere a quello di Dio, in modo da volere, e fermamente, quanto conosciamo essere di sua volontà, accettando con la medesima allegrezza tanto il dolce che l’amaro, come Egli vuole.»  «L’amore, quando è perfetto, ha pure la forza di farci dimenticare ogni nostra soddisfazione per accontentare l’Amato».

Il cammino dell’orazione però non è un cammino solitario. «Sono persuasa che, se con la grazia di Dio il principiante si sforza di arrivare alla vetta della perfezione, entrerà in cielo non già da solo, ma portandosi dietro molta gente, come buon capitano a cui Dio abbia affidato un forte esercito». Sì, Teresa constata che «il mondo è in fiamme» e decide quindi «di fare il poco che dipendeva da me: osservare i consigli evangelici con ogni possibile perfezione». Ecco la sua grande intuizione: la sua amicizia intima con Dio, il suo cammino di santità, in Cristo diventa invisibile sorgente di grazia per tutte le anime. Tutta la vita della Carmelitana Scalza è apostolica, perché, sempre più unita al Redentore di ogni uomo, può raggiungere ogni fratello e sorella bisognosi di fede e amore.

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