Le Origini

L’ordine del Carmelo è nato alle pendici del monte da cui trae il nome, in Palestina, nel Wadi ‘ain es-Siah, tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo. In quest’arco di tempo un gruppo di pellegrini ed ex crociati iniziarono a stabilirsi qui, per dedicarsi completamente a Dio in una vita di grande solitudine, silenzio e preghiera.

Nella Sacra Scrittura, da loro meditata quotidianamente, trovarono i modelli più appropriati per il loro tenore di vita.

Innanzitutto il profeta Elia, vissuto nel IX secolo a.C., le cui vicende sono narrate nella Bibbia, nel primo libro dei Re (capp. 17-19) e che dimorò un certo periodo di tempo sul monte Carmelo. Gli eremiti si raccolsero qui, probabilmente, perché affascinati da questa figura di profeta, che viveva ininterrottamente alla presenza di Dio e che, dalla folgorante contemplazione del suo Signore, traeva un ardente zelo per la purezza della fede contro qualsiasi infiltrazione idolatrica.

Nel Nuovo Testamento il modello eminente fu per loro la Vergine Maria, che aveva accolto nel proprio grembo la Parola divenuta Carne, Gesù, facendone, poi, il centro di tutta la sua vita e intessendo col suo Signore un rapporto intimo e personale.

Per questo quando, tra il 1206 e il 1214, S. Alberto Avogadro, patriarca di Gerusalemme, diede loro una Regola di vita (poi approvata e perfezionata dai Pontefici Onorio III, Gregorio IX e Innocenzo IV) , gli eremiti, che avevano costruito un oratorio dedicato alla Madonna, segno di consacrazione particolare al suo onore e al suo culto, furono riconosciuti ufficialmente come: Fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo.

A partire dal 1238, a causa della controffensiva islamica per la riconquista della Terra Santa, gli eremiti del Monte Carmelo emigrarono in Occidente e qui vennero annoverati da Papa Innocenzo IV tra gli Ordini cosiddetti “mendicanti” (1237). L’adattamento a questo nuovo stile di vita, che li portava ad inserirsi nei territori urbani e ad aprirsi ad una moderata attività apostolica, li condusse quasi necessariamente ad un affievolimento dell’ideale eremitico, che sosteneva la loro vita nell’ambiente nativo del carisma.

Gli eventi burrascosi del secolo XIV (la terribile peste del 1348, il grande scisma d’occidente, la guerra dei cent’anni) fiaccarono progressivamente l’ardente zelo “ereditato” dal profeta Elia e i Carmelitani, debilitati fisicamente e spiritualmente, ottennero da Papa Eugenio IV di seguire una Regola meno austera (cd. Mitigazione, anno 1432).

Intanto, nel 1452, il beato Giovanni Soreth, Priore Generale dell’Ordine, autorizzò la costituzione della prima Comunità monastica femminile.

Lo Spirito Santo lavorava, però, perché l’eredità degli antichi eremiti e la loro ardente e radicale ricerca di Dio non andasse perduta nei suoi figli. Incominciarono, perciò, nell’Ordine vari tentativi di riforma, di rinnovamento e di ritorno alla purezza delle origini.

Uno di questi fu la Riforma di S. Teresa d’Avila

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