Il Carmelo di Quart vi accoglie con gioia!

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Il Castello interiore – 4 mansioni

L’orazione di quiete… Teresa parla di una preghiera che riempie l’anima di pace e dolcezza e che le fa sentire l’amore di Dio. Le sue lettrici chiedono: ma come ottenere da Dio questa grazia? Prima di tutto, risponde la santa, bisogna convincerci di esserne indegne! Umiltà, e ancora umiltà: ecco ciò che apre il cuore di Dio…

Dopo aver fatto ciò che esigono le mansioni precedenti, ci vuole umiltà e ancora umiltà. È da questa virtù, infatti, che il Signore si lascia vincere, accordandoci quanto vogliamo da lui. Il primo segno per riconoscere se l’avete è non pensare di meritare queste grazie e questi diletti del Signore né sperare di poterli ottenere in tutta la vostra vita. Mi direte: ma in questo modo, senza procurarseli, come si potranno avere? A ciò rispondo che non ve n’è un altro migliore di quello che vi ho indicato, cioè di non far nulla per procurarveli. Eccovene le ragioni: la prima, perché, per ricevere queste grazie, bisogna anzitutto amare Dio senza interesse; la seconda, perché è una piccola mancanza di umiltà pensare che per i nostri miseri servizi si debba ottenere un bene così grande; la terza, perché la vera disposizione a tale scopo, per noi che, infine, abbiamo offeso il Signore, è il desiderio di soffrire e di imitarlo, non di avere diletti spirituali; la quarta, perché Sua Maestà non è obbligato a darceli…. egli sa meglio di noi ciò che ci conviene e chi siano coloro che lo amano davvero.
La quinta ragione è perché lavoreremo invano. Infatti, non essendo quest’acqua condotta attraverso
canali come la precedente, giovano a poco i nostri sforzi, se la fonte non vuol fornirla. Voglio dire che,
per quante siano le nostre meditazioni, per quanto possiamo macerarci e versare lacrime, non è questa la
strada per avere quest’acqua. Dio la dà solo a chi vuole, e spesso quando l’anima meno se l’aspetta. Siamo di Dio, sorelle; faccia egli di noi quello che vuole e ci conduca dove più gli piace. Sono certa
che se davvero ci umiliamo e ci distacchiamo (dico davvero, perché non dev’essere solo in virtù
dell’immaginazione, che spesso ci inganna, ma dev’essere un distacco completo), il Signore non
mancherà di accordarci queste grazie e molte altre superiori a ogni nostro desiderio. Sia egli per sempre
lodato e benedetto! Amen.

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Il castello interiore – 4 mansioni

Santa Teresa parla delle grazie che il Signore fa alle anime che vivono in queste mansioni: fa sentire la sua Presenza e, se l’anima si distrae, la richiama a sé, come un pastore richiama la sua pecorella… Questi “tocchi di Dio” possono avvenire ovunque, in qualsiasi situazione – mentre facciamo la spesa, o guidiamo… – e ci ricordano che Colui che vive in noi non ci perde mai di vista e aspetta solo un nostro sguardo…

Supponiamo che i sensi e le potenze (di cui ho già detto che sono gli abitanti del castello, essendomi servita di questo paragone per riuscire a spiegare qualcosa) siano fuggiti fuori e vivano da giorni e anni con gente straniera, nemica del bene di questo castello. Poi, vedendo la propria rovina, tornano ad avvicinarsi ad esso, anche se non riescono ad entrarvi, per la difficoltà che crea in loro l’aver contratto la cattiva abitudine di starne fuori. Vi girano intorno, senza ormai tradire più. Il grande Re, che risiede nel centro del castello, vista ormai la loro buona volontà, per la sua grande misericordia si induce a richiamarli a sé e, come buon pastore, emettendo un fischio tanto soave che essi
stessi stentano ad avvertirlo, fa loro conoscere la sua voce e li allontana dalla via della perdizione per
ricondurli al castello. Questo fischio del pastore ha, infatti, tanta forza che abbandonano subito le cose
esteriori da cui erano traviati e rientrano nel castello.

Mi sembra di non essermi mai spiegata come ora; quando il Signore concede questa grazia, essa è di
grande aiuto per cercare Dio in noi stessi (dove si trova meglio e con maggior profitto che nelle creature, come dice di averlo trovato sant’Agostino dopo averlo cercato a lungo altrove). E non crediate che si acquisti per mezzo dell’intelletto, procurando di pensare che Dio è in noi, né per mezzo
dell’immaginazione, figurandoselo in sé. È, questo, un ottimo ed eccellente metodo di meditazione,
perché fondato sulla verità dell’inabitazione di Dio, ma non si tratta di ciò. Questa è una cosa possibile a
chiunque (s’intende sempre con l’aiuto del Signore). Quello che io dico è, invece, d’altra specie, perché a volte gli abitanti sono già nel castello, prima che si cominci a pensare a Dio, e non so come vi siano
entrati né come abbiano udito il fischio del loro pastore. Non certo con le orecchie, perché con esse non si avverte nulla, ma per aver sentito un vivo e dolce senso di raccoglimento interiore. Mi capirà chi ne ha l’esperienza, non sapendo io spiegarlo meglio … Qui non dipende dalla nostra volontà, ma da quando Dio vuole concederci questa grazia. Sono convinta che Sua Maestà la concede solo a persone che vanno ormai distaccandosi dalle cose del mondo.

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Il castello interiore – 4 Mansioni

Qui, dice Teresa, comincia il soprannaturale, cioè Dio prende in mano il cammino dell’anima, in modo sempre maggiore. Ci possono essere grazie sensibili, che scaldano il cuore o il dono delle lacrime… ma Teresa ci avvisa: queste manifestazioni non vanno chieste, ma accolte, se il Signore le concede, con umiltà, perchè non sono necessarie alla nostra salvezza. possono essere un aiuto, uno stimolo, ma il centro del cammino rimane sempre nell’amore Dio e il prossimo!

Poiché queste mansioni sono già più vicine al luogo dove sta il Re, la loro bellezza è grande, e ci sono
cose talmente delicate da vedere e da intendere che l’intelletto ha un bell’ingegnarsi a cercare termini
adatti per dirne almeno qualcosa con tanta esattezza da non farle restare sempre molto oscure per coloro
che non ne hanno esperienza!

L’esperienza da me avuta di questo stato, cioè di questi doni e gioie nella meditazione, è che, se
cominciavo a piangere sulla passione, non potevo più cessare fino a che non rimanevo esausta; lo stesso,
se piangevo per i miei peccati. Era, questa, una grande grazia del Signore. E sono [grazie]da stimare molto se si ha l’umiltà di capire che non per questo si è migliori. In [ogni] caso sarebbero un dono di Dio.


Solo desidero avvertirvi che, per fare grandi progressi in questo cammino e salire alle mansioni alle quali aspiriamo, il nodo della questione non sta nel pensare molto, ma nell’amare molto; pertanto, fate ciò che può incitarvi maggiormente ad amare. Forse non sappiamo che cosa sia amare, e non me ne meraviglierei molto, perché non consiste nel maggior piacere spirituale, ma nella maggiore determinazione di cercar di accontentare Dio in tutto, di fare ogni sforzo possibile per non offenderlo, di pregarlo per il trionfo costante dell’onore e della gloria di suo Figlio e per l’incremento della Chiesa cattolica

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Il castello Interiore – 3 mansioni

Un ultimo consiglio di Teresa prima di proseguire più il alto… Prima di tutto l’obbedienza che forma la volontà e ci dà una guida sicura; poi trattare con chi è più avanti di noi. Vedendoli volare così in alto finiremo per imparare noi pure!

Ciò che mi sembra sarebbe molto utile per quelle anime che per la bontà del Signore sono pervenute a
questo stato (favore che, come ho detto, è frutto di non poca misericordia divina, essendo vicinissime a
salire più in alto), è esercitarsi molto nella prontezza dell’obbedienza. Anche se non appartengono allo
stato religioso, sarebbe assai utile – seguendo l’esempio di molte persone – avere qualcuno a cui obbedire per non fare in nulla la propria volontà, che è in generale la causa della nostra rovina, e non cercare chi abbia, come si dice, il nostro stesso umore e proceda con altrettanta circospezione in tutto, ma procurare che sia una persona del tutto disingannata sulle cose terrene. È molto proficuo, per conoscere se stessi, trattare con chi conosce il mondo. Anche il vedere realizzate da altri, e tanto agevolmente, certe cose che sembrano impossibili, è di grande incoraggiamento. Sembra che, dietro l’esempio del loro volo, ci arrischiamo a volare, come fanno gli uccellini che, quando imparano a usare le ali, anche se non spiccano subito un gran volo, a poco a poco imitano i loro genitori. Questo è molto vantaggioso, io lo so.

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Il castello interiore – 3 Mansioni

Santa Teresa ci mostra che Dio, per fare avanzare le anime verso le quarte mansioni, vuole che crescano in umiltà, e per questo le mette alla prova, perchè tocchino con mano che senza di Lui nulla possono, e riconoscano di aver ancora molto cammino da fare! Anche nella potatura Dio ci mostra la sua bontà!! Ma bisogna che le anime sappiano approfittarne e non si chiudano..

Ho conosciuto alcune persone – credo, anzi, di poter dire molte – fra quelle pervenute a questo stato e vissute molti anni in questa rettitudine e in questa regolarità, anima e corpo, per quel che si può giudicare, le quali, quando avrebbero dovuto – sembra – prevalere sul mondo e, per lo meno, esserne interamente disingannate, messe alla prova da Sua Maestà in cose di non grande importanza, cadevano in una così grande inquietudine e oppressione di cuore da farmi restare sbalordita e anche molto
spaventata. Ora, dare a tali persone un consiglio è inutile perché, facendo esse professione di virtù da tanto tempo, credono di poter insegnare agli altri e di aver ragione da vendere per essere così sensibili a quelle prove.

Insomma, io non ho trovato né trovo altro rimedio per consolarle che mostrare compassione per la loro
pena (e la si prova davvero vedendole soggette a tanta miseria) e non contraddire le loro ragioni perché se le aggiustano così bene nel loro pensiero, perché credono di soffrire per amore di Dio, pertanto non
riescono a capire che si tratta di un’imperfezione, altro inganno per anime così avanzate. Non c’è da
meravigliarsi per il fatto che risentano di queste prove, anche se, a mio parere, una pena per simili cose
dovrebbe passare presto. Dio spesso, volendo che i suoi eletti avvertano la loro miseria, sottrae un poco
ad essi il suo favore, e questo basta perché subito conoscano chi sono. Si capisce immediatamente che ciò costituisce da parte di Dio un mezzo di metterli alla prova, per il fatto che essi comprendono molto
chiaramente in cosa hanno mancato e, a volte, il vedersi, malgrado ogni sforzo, così sensibili a cose
terrene e di scarsa importanza li affligge più dell’oggetto stesso della loro pena. A me sembra che questa sia una grande misericordia di Dio perché, sebbene si tratti di una imperfezione, è molto utile per crescere nell’umiltà.

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Il castello interiore – 3 Mansioni

Umiltà, umiltà e poi ancora umiltà… Santa Teresa parla delle persone (che a suo parere sono molte) che giungono fin qui, nelle terze mansioni. Conducono una vita davvero buona, noi li chiameremmo cristiani impegnati. Ma devono stare attenti! Il rischio in queste mansioni è quello di pensare che stanno già facendo abbastanza, anzi che hanno diritto a qualche consolazione spirituale, o a qualche grazia per tutto quello che fanno per Dio. Sembrano il giovane ricco che, quando il Signore gli chiede di più, se ne va via triste… . Ma ascoltiamo Teresa:

Alle anime che sono entrate nelle terze mansioni, il Signore non ha fatto una piccola grazia nell’aiutarle a vincere le prime difficoltà; al contrario, gliel’ha fatta assai grande. Credo che, per la sua bontà, di queste anime ce ne siano molte nel mondo: vivamente desiderose di non offendere Dio, si guardano anche dai peccati veniali e amano fare penitenza; hanno le loro ore di raccoglimento, impiegano bene il tempo, attendono a opere di carità verso il prossimo; sono molto regolate nel modo di parlare, di vestire e nel governo della casa, se ne hanno una a cui badare.

Oh, Gesù! E chi fra noi dirà che non vuole un così gran bene, specialmente dopo aver già superato ciò
che vi è di più penoso? Nessuno, certo. Tutte diciamo di volerlo, ma, occorrendo qualcosa di più perché il Signore possegga del tutto un’anima, non basta dirlo, come non bastò a quel giovane cui il Signore
insegnò che cosa doveva fare se voleva essere perfetto. Da quando ho cominciato a parlare di queste
mansioni, l’ho dinanzi agli occhi, perché siamo né più né meno come lui.

Oh, umiltà, umiltà! Veniamo ora a queste anime così ben regolate, osserviamo che cosa fanno per Dio e vedremo subito come non abbiamo alcun motivo per lamentarci di Sua Maestà. Infatti, se quando ci dice quello che dobbiamo fare per essere perfetti gli volgiamo le spalle e ce ne andiamo tristi come il giovane del Vangelo, cosa volete che faccia Sua Maestà dovendo darci il premio in conformità dell’amore che gli portiamo? E quest’amore, figlie mie, non dev’essere frutto della nostra immaginazione, ma comprovato da opere. Ciò malgrado, non pensate che Dio abbia bisogno delle nostre opere, ma solo della determinazione della nostra volontà.

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Il castello interiore – 2 mansioni

Un ultimo consiglio prima di procedere verso le 3 mansioni… è necessario porre salde basi e non scoraggiarsi delle eventuali aridità nella preghiera che ci possono essere. Non bisogna cercare le consolazioni, perchè altrimenti è un cercare il nostro tornaconto, anche nel cammino spirituale. Si tratta invece di somigliare sempre di più a Colui che tutto ci dona…

Anche se ho detto questo altre volte, è così importante che torno a ripeterlo qui. Non bisogna pensare
alle comodità in quest’inizio di vita, perché sarebbe un modo assai volgare di intraprendere la costruzione di un così grande e prezioso edificio e, se si costruisce sulla sabbia, la casa crollerà e non si finirà mai di essere inquieti e tentati. Non sono queste, infatti, le mansioni dove piove la manna: quelle sono più avanti, là dove tutto risponde al desiderio dell’anima, perché essa non vuole se non quello che vuole Iddio. Che belle pretese! Stiamo tuttora fra mille inciampi, imperfezioni e virtù che ancora non sanno farsi strada, perché nate da poco – e piaccia a Dio che siano già nate – e non ci vergogniamo di voler consolazioni nell’orazione e di lamentarci di aridità! Ciò non vi accada mai, sorelle. Abbracciate la croce che il vostro Sposo portò sulle spalle e pensate che questo è ciò che dovete fare: colei che più saprà patire, patisca di più per amor suo e sarà la più felice. Circa il resto, che è cosa accessoria, se il Signore ve lo darà, rendetegliene infinte grazie.

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Il castello interiore – 2 Mansioni

Come resistere nella lotta? In queste mansioni il demonio cerca in tutti i modi di ostacolare l’anima, per farla tornare indietro. come contrastare la sua azione? Teresa consiglia: aiutarsi con buoni pensieri, pensare alla meta del cammino, cercare amici che percorrano lo stesso cammino di fede, e siano magari più avanti di noi, chiedere aiuto a Chi può darcelo, cioè al Signore, e soprattutto porre delle buone basi! Bisogna soprattutto essere DETERMINATI ad andare avanti e a fare la volontà di Dio e non pretendere sia Lui a fare la nostra!

Oh, Signor mio! Qui è necessario il vostro aiuto, senza il quale non si può far nulla. In nome della
vostra misericordia, non vogliate consentire che quest’anima sia tratta in inganno e lasci la strada iniziata. Illuminatela affinché veda che dalla sua perseveranza dipende tutto il suo bene e si tenga lontana da cattive compagnie.

Sua Maestà sa meglio di noi ciò che ci conviene; non c’è motivo di suggerirgli quel
che ci deve dare, giacché può dirci con ragione che non sappiamo quel che chiediamo. Tutta la premessa di chi comincia a darsi nell’orazione (e non dimenticatelo perché è molto importante) dev’essere di adoperarsi, decidersi e disporsi con tutte le diligenze possibili a conformare la propria volontà a quella di Dio e, come dirò in seguito, siate ben certe che in ciò consiste tutta la maggiore perfezione a cui si possa giungere nel cammino spirituale. Quanto più sarà perfetta tale corrispondenza, tanto più si riceveranno grazie dal Signore e si progredirà in questo cammino. Non pensate che ci siano qui astruserie, cose ignorate e mai sentite, perché tutto il nostro bene consiste in tale rispondenza. Se, invece, sbagliamo fin dal principio, volendo che il Signore faccia la nostra volontà e che ci guidi a modo nostro, che stabilità può avere quest’edificio?

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Castello interiore – 2 mansioni

Comincia la lotta… L’anima che si inoltra nel castello ed entra nelle seconde mansioni deve prepararsi a combattere! Il Signore, da una parte, vedendo la sua buona volontà, comincia ad inviarle alcuni richiami interiori o esteriori (cose lette, incontri apparentemente fortuiti, ispirazioni interiori…) per attirarla a Sé. Allo stesso tempo però il maligno e le cattive abitudini contratte scatenano una guerra violenta nell’anima, per farla tornare indietro. Ascoltiamo Teresa:

Le persone di cui parlo [entrate nelle seconde mansioni]sentono gli inviti loro rivolti dal Signore, perché man mano che si avvicinano di più alla mansione di Sua Maestà, capiscono quale buon vicino egli sia: sono così grandi la sua misericordia e la sua bontà che, pur stando noi immersi nei nostri passatempi, negli affari, nei piaceri e negli inganni del mondo e, pur cadendo e rialzandoci dai
peccati … ciò nonostante, dico, questo nostro Signore apprezza tanto che lo amiamo e cerchiamo la sua compagnia, che, prima o poi, non tralascia di chiamarci per farci avvicinare a lui, e la sua voce è così dolce che la povera anima si strugge di non far subito ciò a cui è chiamata.

Sono parole che si odono pronunciare da persone buone, o prediche, o ciò che si legge in buoni libri, o altre cose di cui sapete che Dio si serve per chiamare a sé un’anima: malattie, tribolazioni e anche certe verità che egli ci insegna nei momenti in cui stiamo in orazione; Ma è terribile il cumulo di assalti dati ora in mille modi dal demonio, e con maggior sofferenza dell’anima, rispetto alla mansione precedente. Là era muta e sorda – per lo meno udiva ben poco – e resisteva meno, come chi in parte ha perduto la speranza di vincere; qui l’intelligenza è più viva e le potenze più abili: i colpi dell’artiglieria nemica sono tali che l’anima non può evitare di udirli. Allora, infatti, i demoni presentano queste serpi delle attrattive mondane, di cui ho parlato, e danno apparenza di eternità a beni caduchi: la stima in cui si è tenuti nel mondo, gli amici e i parenti, la salute compromessa dalle penitenze (giacché l’anima che entra in queste mansioni comincia sempre a desiderare di farne qualcuna), e frappongono mille altre specie di impedimenti.

Oh, Gesù, che baraonda fanno qui i demoni e quali sono le emozioni della povera anima che non sa se
deve andare avanti o tornare alla prima mansione!

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Sai di essere amato?

Le Carmelitane Scalze del monastero “Madre della Misericordia” di Quart (Ao)

ti accolgono con gioia nel loro blog e soprattutto

nelle loro preghiere.

Se sei capitato qui non è stato un caso

Nulla accade per caso, ma tutto è mosso dall’Amore di Dio!

Neanche tu sei nato per caso,

ma sei stato voluto fin dall’eternità

da un Dio che è Amore

per un compito in questo mondo che

tu solo puoi svolgere.

Sai quant’è preziosa la tua vita? Ci hai mai pensato?

Noi abbiamo ricevuto il dono inestimabile di farlo,

perché Dio si è rivelato a noi come

Amore infinito.

Nel Vangelo di Giovanni (3,16), Gesù dice:

“Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito,

perché chiunque crede in Lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna”.

Sai che cos’è la vita eterna?

Non è qualcosa che inizia soltanto dopo la morte, ma è una realtà

che ti può accompagnare anche adesso, da subito,

se tu apri il tuo cuore a Gesù.

Egli lo colmerà della Sua gioia e della pace vera

e sarà tuo Amico nel sentiero della vita.

Questa è la vita eterna,

vita piena, completa, realizzata nell’amicizia con Gesù attraverso la preghiera.

Forse della preghiera hai un’idea un po’ sbagliata,

pensi che si tratti di qualcosa di noioso, formale, ripetitivo …

S. Teresa d’Avila nella sua autobiografia (8,5) , definisce, invece, così la preghiera:

“Un intimo rapporto d’amicizia, un frequente trattenimento con Colui da cui sappiamo di essere amati”

E tu…sai di essere amato?

Dio ti sta cercando per fare amicizia con te!

Aprigli la porta del cuore e lascia che t’inondi con il suo Amore!

Questo noi cerchiamo di farlo ogni giorno, in una vita di grande solitudine, silenzio, lavoro e preghiera,

chiedendo anche per te e per tutto il mondo

il dono inestimabile della fede!

Il beato Giovanni Paolo II ci ha detto:

“Amare in modo gratuito è un diritto inalienabile della persona umana, anche – e bisognerebbe dire soprattutto- quando l’Amato è Dio stesso. Sulla scia dei contemplativi e dei mistici di ogni tempo, continuate ad attestare con forza e umiltà la dimensione trascendente della persona umana, creata a somiglianza di Dio e chiamata ad una vita d’intimità con Lui… Lasciatemi anche assicurarvi – in nome della tradizione costante della Chiesa- che la vostra vita non solo può annunciare l’Assoluto di Dio, ma che essa possiede un meraviglioso e misterioso potere di fecondità spirituale”

(Alle Carmelitane Scalze di Lisieux, 2/6/1980)

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