Il Carmelo di Quart vi accoglie con gioia!

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Ecco un power point per conoscere meglio Santa Teresa e i suoi scritti…: Santa Teresa

 

 

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Un pensiero di Papa Francesco

Chi dà davvero senso al nuovo anno?

Al termine dall’anno, la Parola di Dio ci accompagna con questi due versetti dell’apostolo Paolo (cfr Gal 4,4-5). Sono espressioni concise e dense: una sintesi del Nuovo Testamento che dà senso a un momento “critico” come è sempre un passaggio di anno. La prima espressione che ci colpisce è «pienezza del tempo». Essa assume una risonanza particolare in queste ore finali di un anno solare, in cui ancora di più sentiamo il bisogno di qualcosa che riempia di significato lo scorrere del tempo. Qualcosa o, meglio, qualcuno. E questo “qualcuno” è venuto, Dio lo ha mandato: è «il suo Figlio», Gesù. Abbiamo celebrato da poco la sua nascita: è nato da una donna, la Vergine Maria; è nato sotto la Legge, un bimbo ebreo, sottomesso alla Legge del Signore. Ma come è possibile? Come può essere questo il segno della «pienezza del tempo»? Certo, per il momento è quasi invisibile e insignificante, ma nel giro di poco più di trent’anni, quel Gesù sprigionerà una forza inaudita, che dura ancora e durerà per tutta la storia: la forza dell’Amore. È l’amore che dà pienezza a tutto, anche al tempo; e Gesù è il “concentrato” di tutto l’amore di Dio in un essere umano.

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Un pensiero di S.Elisabetta della Trinità

Sì, mia piccola Germana, viviamo d’amore, siamo semplici come lei, sempre nel più completo abbandono, immolandoci di momento in momento nel fare la volontà di Dio senza ricercare cose straordinarie. E poi facciamoci piccole, lasciandoci portare come un bimbo nelle braccia della mamma, da colui che è il nostro Tutto. Sì, sorellina, siamo così deboli, anzi non siamo altro che miseria, ma lui lo sa bene, ed ama perdonarci, risollevarci e poi rapirci con sé, nella sua purità, nella sua santità infinita. Per questa via ci purificherà attraverso un continuo contatto e il tocco divino della sua mano. Egli ci vuole tanto pure, ma lui stesso sarà la nostra purezza.

Dalle lettere di Santa Elisabetta

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Parla, Signore, il tuo servo ti ascolta

La prima vocazione: essere davvero cristiani

Per poter essere pronti a capire i segni che Dio vorrà mandare per svelarci ciò a cui ci chiama bisogna prima di tutto non pensare alla vocazione, ma piuttosto desiderare che nella propria vita sia fatta la volontà di Dio. In altre parole, dobbiamo educarci a essere disponibili per qualunque missione specifica Dio voglia da noi. Solo se ci educhiamo alla disponibilità saremo capaci di capire quali sono i segni della nostra vocazione.
Se Dio ti chiedesse di abbandonare tutto e di entrare in seminario, saresti disposto a seguirlo? Se sei attaccato ad una tua idea sulla vita, cercheresti di difenderla; e probabilmente troveresti tutte le scuse buone per non seguire quella voce. Se invece sei disponibile, allora pur nella prudenza che non ti rende precipitosa ti concederesti.
In altre parole, prima della vocazione devi verificare la tua disponibilità alla vocazione. Insomma, devi dire a te stesso: sono davvero disponibile a qualunque cosa mi chieda il Signore? Sono attaccato a qualche idea sulla mia vita e la ritengo più importante di quello che il Signore può aver pensato per me?

La vocazione particolare presuppone la vocazione cristiana, cioè la vocazione di creatura chiamata a Cristo. Perciò prima di indagare sui criteri della vocazione bisogna che la propria vita sia disponibile per Cristo.
La vocazione perciò è diponibilità a Cristo: “Signore fa di me quello che vuoi”; “Signore ti appartengo, perciò rendimi capace di esser fedele a quello che tu vuoi da me”; “Non so, Signore, che cosa vuoi da me, neanche mi interessa, voglio solo fare quello che vuoi Tu”.

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Un pensiero di san Giovanni della Croce

Dove non c’è amore, metti amore e troverai… amore!

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Un consiglio di Papa Francesco

Amate i vostri nemici

Papa Francesco ha proposto a tutti «una cosa pratica», ovvero chiedersi: «io prego per i miei nemici o mi viene di augurare loro qualcosa di brutto?». Bastano «cinque minuti, non di più» per chiedersi: «Chi sono i miei nemici o quelli che mi hanno fatto del male o che io non amo o con i quali c’è una spaccatura fra di noi? Chi sono? Io prego per questi?». Ognuno, ha aggiunto il Papa, «dia la risposta». E ha concluso: «Che il Signore ci dia la grazia» di «pregare per i nemici; pregare per quelli che ci vogliono male, che non ci vogliono bene; pregare per quelli che ci fanno del male, che ci perseguitano», con «nome e cognome». E vedremo che questa preghiera porterà due frutti: al nostro nemico «lo farà migliorare, perché la preghiera è potente», e a noi «ci farà più figli del Padre».

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Un pensiero di Teresa Benedetta della Croce – Edith Stein

Il Signore è paziente e ha grande misericordia. Nella sua economia lui sa sfruttare anche i nostri sbagli, se li deponiamo sul suo altare.

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Un consiglio di Papa Francesco

Come pregare?

«Si prega con coraggio perché quando preghiamo abbiamo un bisogno». E siccome Dio è un amico, anzi «è un amico ricco che ha del pane, ha quello di cui abbiamo bisogno».  «come se Gesù dicesse: “nella preghiera siate invadenti. Non stancatevi”. Ma non stancatevi di che? Di chiedere. “Chiedete e vi sarà dato”». Dunque una preghiera che si fa ricerca. Ha raccomandato in proposito il Pontefice: «Cercate. E chiusa questa porta vado dall’altra. Cercare, e troverete. Bussate, e vi sarà aperto. Siate invadenti nella preghiera. Perché chiunque chiede riceve. Chi cerca trova. Chi bussa, gli sarà aperto». Ed «è bello questo» ha commentato, per poi chiarire che «la preghiera non è come una bacchetta magica: che noi facciamo la preghiera, e… pum! E si fa la grazia». «La preghiera è un lavoro: un lavoro che ci chiede volontà, ci chiede costanza, ci chiede di essere determinati, senza vergogna. Perché? Perché io sto bussando alla porta del mio amico. Dio è amico, e con un amico io posso fare questo. Una preghiera costante, invadente». Come quella di santa Monica, per esempio: «quanti anni ha pregato così, anche con le lacrime, per la conversione del suo figlio» Agostino. «Il Signore — ha ricordato il Pontefice — alla fine ha aperto la porta. Ma se uno chiede, poi dice due “Padre nostro”, e poi se ne va», allora vuol dire che «tu non desideri veramente ciò che chiedi». Invece occorre, ha ribadito, «chiedere con invadenza».

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Parla Signore, il tuo servo ti ascolta

E a tutti Gesù diceva: “Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Chi vorrà salvare la propria vita la perderà, ma chi perderà la propria vita per me la salverà. Che giova all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi si perde o rovina se stesso?”

Dal vangelo secondo Luca

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Sai di essere amato?

Le Carmelitane Scalze del monastero “Madre della Misericordia” di Quart (Ao)

ti accolgono con gioia nel loro blog e soprattutto

nelle loro preghiere.

Se sei capitato qui non è stato un caso

Nulla accade per caso, ma tutto è mosso dall’Amore di Dio!

Neanche tu sei nato per caso,

ma sei stato voluto fin dall’eternità

da un Dio che è Amore

per un compito in questo mondo che

tu solo puoi svolgere.

Sai quant’è preziosa la tua vita? Ci hai mai pensato?

Noi abbiamo ricevuto il dono inestimabile di farlo,

perché Dio si è rivelato a noi come

Amore infinito.

Nel Vangelo di Giovanni (3,16), Gesù dice:

“Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito,

perché chiunque crede in Lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna”.

Sai che cos’è la vita eterna?

Non è qualcosa che inizia soltanto dopo la morte, ma è una realtà

che ti può accompagnare anche adesso, da subito,

se tu apri il tuo cuore a Gesù.

Egli lo colmerà della Sua gioia e della pace vera

e sarà tuo Amico nel sentiero della vita.

Questa è la vita eterna,

vita piena, completa, realizzata nell’amicizia con Gesù attraverso la preghiera.

Forse della preghiera hai un’idea un po’ sbagliata,

pensi che si tratti di qualcosa di noioso, formale, ripetitivo …

S. Teresa d’Avila nella sua autobiografia (8,5) , definisce, invece, così la preghiera:

“Un intimo rapporto d’amicizia, un frequente trattenimento con Colui da cui sappiamo di essere amati”

E tu…sai di essere amato?

Dio ti sta cercando per fare amicizia con te!

Aprigli la porta del cuore e lascia che t’inondi con il suo Amore!

Questo noi cerchiamo di farlo ogni giorno, in una vita di grande solitudine, silenzio, lavoro e preghiera,

chiedendo anche per te e per tutto il mondo

il dono inestimabile della fede!

Il beato Giovanni Paolo II ci ha detto:

“Amare in modo gratuito è un diritto inalienabile della persona umana, anche – e bisognerebbe dire soprattutto- quando l’Amato è Dio stesso. Sulla scia dei contemplativi e dei mistici di ogni tempo, continuate ad attestare con forza e umiltà la dimensione trascendente della persona umana, creata a somiglianza di Dio e chiamata ad una vita d’intimità con Lui… Lasciatemi anche assicurarvi – in nome della tradizione costante della Chiesa- che la vostra vita non solo può annunciare l’Assoluto di Dio, ma che essa possiede un meraviglioso e misterioso potere di fecondità spirituale”

(Alle Carmelitane Scalze di Lisieux, 2/6/1980)

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