Il Carmelo di Quart vi accoglie con gioia!

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Ecco un power point per conoscere meglio Santa Teresa e i suoi scritti…: Santa Teresa

 

 

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Un pensiero sulla Pasqua

Tutto questo [cioè dimostrarci quanto ci ama] Gesù non l’ha fatto semplicemente, con un atto di volontà, con un solo cenno come ha creato il cielo; bensì con sudori e fatiche che non gli convenivano affatto, con angosce, infamia e piaghe, e infine con la morte. E noi? Non solo non ci ricordiamo per nulla di essergli grati, verso di Lui che è così buono con noi in ogni modo, non solo non cerchiamo come ricambiarlo, ma inoltre ci comportiamo in modo così sciocco da aderire a ciò che Lui odia, abbracciare ciò da cui Lui vorrebbe distoglierci, fuggire ciò a cui Lui ci invita: così diamo prova di una cattiveria stolta.

Nicola Cabasilas

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La vita in Cristo

Per vivere questo tempo Pasquale vi proponiamo alcuni brani di alcuni padri della Chiesa e di autori medievali che meditano sul mistero della vita nuova che Gesù ci ha donato con la sua Passione, Morte e Risurrezione. cominciamo con qualche brano dell’opera “La vita in Cristo” di Nicola Cabasilas, autore del 1300 nato a Tessalonica.

 

Il Signore ha promesso ai suoi santi… di restare accanto a loro e, cosa ancora più grande, di fare dimora in loro. Che dico? Addirittura sta scritto che il Signore amico degli uomini si unisce ai suoi santi con tale amore da formare un solo spirito con loro. […] è indicibile l’amicizia di Dio per gli uomini, il suo amore per noi supera ogni discorso umano e conviene solo alla divina bontà… Il Salvatore è sempre e del tutto presente a coloro che vivono in Lui: provvede ad ogni loro bisogno, è tutto per essi e non permette che volgano lo sguardo a nessun altro oggetto, né che cerchino nulla fuori di Lui.

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I fioretti di Teresa d’Avila

L’obbedienza

Supponendo che tutti gli angeli del cielo le dicessero una cosa, e che i suoi superiori ne dicessero un’altra, anche se fosse assolutamente sicura che si trattasse veramente di angeli, Teresa si atterrebbe agli ordini ricevuti dai superiori. “Chi ascolta voi ascolta me”, ha promesso il Signore. Ma sentiamo uno dei superiori di Teresa, il Padre Gracian (oltretutto molto più giovane di lei): “Io desideravo che venisse fondato a Siviglia un convento di monache, mentre lei lo voleva a Madrid. Alla fine le domandai di parlarne con Nostro Signore. Due o tre giorni più tardi mi disse, secondo il suo solito, che era già in possesso di una risposta chiara: doveva andare a fondare un monastero a Madrid. Malgrado questo, le diedi l’ordine di andare a Siviglia. Allora, senza la minima replica, furono preparati i carri per andarsene là. Tuttavia, dopo qualche giorno, le domandai se pensava che la sua prima intuizione fosse giusta. Allora mi rispose sorridendo: “Non sa che tutte le rivelazioni che ricevo sono ben lungi dal fornirmi una sufficiente sicurezza sulla volontà di Dio? Viceversa, quando un superiore mi comanda, ho la certezza di fede di essere nella volontà di Dio; perché allora devo reclamare?”

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I fioretti di Teresa d’Avila

Ogni cosa a suo tempo…

Santa Teresa sapeva apprezzare le “cose buone”, le piccole gioie che Dio semina, nel senso molto semplice che diamo a questa espressione. Passando da Manzanares, fu invitata a pranzare presso un benefattore, che fece preparare una tavola abbondante, tra l’altro con un piatto di pernici. Le cameriere guardavano sbalordite La Madre che si serviva delle pernici e le gustava senza fare complimenti. Notando il loro stupore, ella intervenne: “I santi fanno ogni cosa a suo tempo; quando c’è la penitenza, la penitenza; quando ci sono le pernici, le pernici!”

Impariamo da questa grande mistica ad accettare con umiltà e gioia le cose che Dio e gli altri ci offrono, senza rifiutare facendo una “faccia da immaginetta” (come direbbe Papa Francesco). Cerchiamo invece di accogliere con pace le penitenze che Dio stesso sceglie per noi e permette nella nostra giornata, accettando che scombini i nostri piani con un contrattempo, una difficoltà, un problema di salute….

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I fioretti di Teresa d’Avila

Santa Teresa aveva per Cristo le delicatezze più ingegnose. Un giorno in cui Padre Diego de Yepes andò a celebrare la Messa in un convento di monache, gli diedero un panno profumato per asciugarsi le mani. Poiché non sembrava apprezzare il gesto, la santa gli fece notare: “Guardi, non si offenda. E soprattutto sappia  che è da me che le mie figlie hanno preso questa imperfezione. Io, quando ricordo il rimprovero che Nostro Signore rivolse al fariseo che lo aveva invitato al banchetto, perché non lo aveva ricevuto con sufficiente onore, vorrei che, fin dalla soglia della chiesa, tutto qui fosse bagnato con acqua profumata”.

Teresa d’Avila ci insegna a dare a Gesù il meglio che abbiamo. Ad esempio, un po’ del nostro tempo! Possiamo in questa quaresima rinunciare ad un programma TV che ci piace per stare con Lui o prendere la decisione di fare sempre una visita eucaristica quando, nella giornata, passiamo davanti ad una chiesa… Accogliamo Gesù nella nostra vita, e lasciamo che Lui ci doni la sua pace e la sua gioia!!!

 

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un pensiero di S. Giovanni della Croce

Dove sei, Signore?

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Il Verbo, Figlio di Dio, insieme con il Padre e lo Spirito Santo  essenzialmente e presenzialmente se ne sta nascosto nell’interno dell’anima. Quindi l’anima che vuole trovarlo, deve allontanarsi secondo l’affetto e la volontà da tutte le cose e ritirarsi in sommo raccoglimento dentro di sé, come se tutto il resto non esistesse. … O anima bellissima fra tutte le creature, che desideri tanto conoscere dove si trova il tuo Diletto, per trovarlo e unirti a Lui! Ormai ti è stato detto che tu stessa sei il luogo in cui Egli dimora e il nascondiglio dove si cela. Tu puoi grandemente rallegrarti sapendo che tutto il tuo bene e l’intera tua speranza è così vicina a te da abitare dentro di te o, per meglio dire, che tu non puoi stare senza di Lui: Sappiate – dice lo Sposo – che il regno di Dio è dentro di voi e il suo servo, S Paolo, soggiunge: Voi siete il tempio di Dio.

San Giovanni della Croce

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Piccoli passi verso la santità

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A volte, ci può sembrare che Dio non mantenga le sue promesse, che ci siamo sbagliati affidandoci a Lui; sappiamo ciò nonostante aspettare con piena pazienza. Diciamo al Signore: «Mio, Dio, non vedo dove mi conduci, ma sono sicuro che se non mi allontano da Te, se resto generosamente fedele a tutto ciò che Tu mi chiedi, Tu avrai cura della mia anima e della mia perfezione. Così, quand’anche fossi nelle ombre della morte, quand’anche tutto sembrasse perduto, non voglio temere nulla, perché Tu sei con me e Tu sei fedele.» Atto mirabile, eroico, di fiducia in Dio, suggerito dallo spirito di abbandono; atto che glorifica l’Onnipotenza di Dio e gli strappa, per così dire, le grazie più preziose.

Beato Columba Marmion

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Piccoli passi verso la santità

Pazienza

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Dio non ci ha dato questa vita come un Paradiso. E’ piuttosto un tempo di prova, seguito da un’eternità di riposo e di gioia. Il Cristo ha sofferto tutta la sua vita, perché davanti ai suoi occhi c’era sempre l’ombra della croce, e quelli che Egli ama partecipano tutti, chi più chi meno, a questa croce nella loro vita. Le contrarietà, i malintesi, le pene fisiche e morali, le difficoltà nella cura delle faccende domestiche, sono la parte di croce che tocca a lei, e se lei le accetta, queste pene divengono sante e divine, mediante la loro unione con quelle di Gesù Cristo. La virtù che nel nostro prossimo colloquio lei mi porterà, desidero che sia proprio LA PAZIENZA. La pazienza ci unisce strettamente a Gesù sofferente, nel modo con cui Maria fu unita a Gesù ai piedi della croce.

Dalle lettere di direzione del Beato Columba Marmion

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Sai di essere amato?

Le Carmelitane Scalze del monastero “Madre della Misericordia” di Quart (Ao)

ti accolgono con gioia nel loro blog e soprattutto

nelle loro preghiere.

Se sei capitato qui non è stato un caso

Nulla accade per caso, ma tutto è mosso dall’Amore di Dio!

Neanche tu sei nato per caso,

ma sei stato voluto fin dall’eternità

da un Dio che è Amore

per un compito in questo mondo che

tu solo puoi svolgere.

Sai quant’è preziosa la tua vita? Ci hai mai pensato?

Noi abbiamo ricevuto il dono inestimabile di farlo,

perché Dio si è rivelato a noi come

Amore infinito.

Nel Vangelo di Giovanni (3,16), Gesù dice:

“Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito,

perché chiunque crede in Lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna”.

Sai che cos’è la vita eterna?

Non è qualcosa che inizia soltanto dopo la morte, ma è una realtà

che ti può accompagnare anche adesso, da subito,

se tu apri il tuo cuore a Gesù.

Egli lo colmerà della Sua gioia e della pace vera

e sarà tuo Amico nel sentiero della vita.

Questa è la vita eterna,

vita piena, completa, realizzata nell’amicizia con Gesù attraverso la preghiera.

Forse della preghiera hai un’idea un po’ sbagliata,

pensi che si tratti di qualcosa di noioso, formale, ripetitivo …

S. Teresa d’Avila nella sua autobiografia (8,5) , definisce, invece, così la preghiera:

“Un intimo rapporto d’amicizia, un frequente trattenimento con Colui da cui sappiamo di essere amati”

E tu…sai di essere amato?

Dio ti sta cercando per fare amicizia con te!

Aprigli la porta del cuore e lascia che t’inondi con il suo Amore!

Questo noi cerchiamo di farlo ogni giorno, in una vita di grande solitudine, silenzio, lavoro e preghiera,

chiedendo anche per te e per tutto il mondo

il dono inestimabile della fede!

Il beato Giovanni Paolo II ci ha detto:

“Amare in modo gratuito è un diritto inalienabile della persona umana, anche – e bisognerebbe dire soprattutto- quando l’Amato è Dio stesso. Sulla scia dei contemplativi e dei mistici di ogni tempo, continuate ad attestare con forza e umiltà la dimensione trascendente della persona umana, creata a somiglianza di Dio e chiamata ad una vita d’intimità con Lui… Lasciatemi anche assicurarvi – in nome della tradizione costante della Chiesa- che la vostra vita non solo può annunciare l’Assoluto di Dio, ma che essa possiede un meraviglioso e misterioso potere di fecondità spirituale”

(Alle Carmelitane Scalze di Lisieux, 2/6/1980)

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