Il Carmelo di Quart vi accoglie con gioia!

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Ecco un power point per conoscere meglio Santa Teresa e i suoi scritti…: Santa Teresa

 

 

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Parla Signore, il tuo servo ti ascolta

Come Maria…

Dobbiamo essere sempre ben consapevoli che la chiamata del Signore alla vita monastica non ci apre il cammino verso una vita di realizzazione o di prestigio personali, ma a una vita di immolazione nel semplice quotidiano. Dovremmo quindi provare la gioia di sapere che siamo nella volontà di Dio, volontà che si manifesta a noi attraverso le mediazioni: l’abate, la Regola, la comunità. La gioia del cristiano, del figlio di Dio, del monaco in particolare è proprio quella di essere nella totale disponibilità alla volontà di Dio, a lasciare che il Signore sia libero di fare quello che vuole di noi, sempre. Se noi non abbiamo fede e amore e non siamo in questo atteggiamento di sottomissione totale, nulla ci riesce sopportabile. Se noi siamo in questo atteggiamento, tutto invece è adorabile. Proviamo a interrogarci su quante cose sono per noi gravose e difficili da accettare. E questo che cosa significa? Che io non sono totalmente aperta e consegnata al Signore, che forse ho lasciato che il mio cuore si stringesse, si indurisse non lasciando spazio all’amore. Dobbiamo veramente aprirci allo Spirito che ci fa liberi e ci fa capaci di amare e quindi di compiere in tutto, con gioia, la volontà di Dio. (…) La vocazione alla vita consacrata è una chiamata a essere trasformati dalla fecondità soprannaturale che non ha limiti, perché la grazia di Dio non è mai angusta, ma se accolta e assecondata fiorisce e fruttifica in abbondanza; è dunque veramente una chiamata a diventare, con Maria, Madre del Verbo e a generarlo nelle anime, ossia a generare figli di Dio. Questa è un’esperienza che i monaci accolgono con gioia e stupore man mano che procedono nel loro cammino, offrendo quotidianamente la loro vita perché tutti gli uomini possano conoscere Dio, amarlo e goderlo nella vita eterna.

Anna Maria Canopi

 

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Un pensiero della beata M. Giuseppina di Gesù Crocifisso

Scoprire Dio guardando la sua creazione…

 

Ho gustato sempre leggere nel libro aperto della natura. Godevo nel sentire il profumo soave degli aranci in fiore, udire – a guisa di preghiera – il dolce canto degli uccelli, guardare l’azzurro del cielo, il sorgere e il tramontare del sole, specie quando gli ultimi raggi indoravano le cime degli alberi. L’ordine e la bellezza della natura mi parlavano tanto di Dio, e l’anima mia non si stancava di innalzare lodi al grande Creatore.

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Un consiglio di Papa Francesco

Leggere la Parola di Dio per trasformare la vita

La lettura orante della Parola di Dio, più dolce del miele (cfr Sal 119,103) e «spada a doppio taglio» (Eb 4,12), ci permette di rimanere in ascolto del Maestro affinché sia lampada per i nostri passi, luce sul nostro cammino (cfr Sal 119,105). Come ci hanno ben ricordato i Vescovi dell’India, «la devozione alla Parola di Dio non è solo una delle tante devozioni, una cosa bella ma facoltativa. Appartiene al cuore e all’identità stessa della vita cristiana. La Parola ha in sé la forza per trasformare la vita».

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Parla Signore, il tuo servo ti ascolta!

Non rimandare in eterno…

In realtà cosa c’è di più  importante per un giovane che scegliere bene la strada della propria  vita? Cosa vale di più che comprendere e realizzare a pieno la propria esistenza secondo il progetto del Signore?  Come non chiedere continuamente a Gesù, come San Francesco ” COSA VUOI CHE IO FACCIA?” Al riguardo, se non si può e non si deve mai improvvisare, è spesso purtroppo facile procrastinare o fare finta di nulla o rimandare in eterno! Ma attenzione: Ne va della vita!! 
Ogni vocazione, ma in particolare la chiamata alla vita religiosa, chiede dunque di essere “affrontata”, verificata nella preghiera e con la Parola di Dio; chiede uno sguardo onesto e sincero su se stessi e dunque una conoscenza e una consapevolezza di sè ; esige un cammino di discernimento serio; matura e si rivela nell’accompagnamento spirituale e umano accanto a delle buone guide.

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Un pensiero di Santa Teresa di Lisieux

Amare è dare tutto e dare se stessi

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Un consiglio di Papa Francesco

Come va la mia fede?

Si legge nella Lettera agli Efesini: «Afferrate sempre lo scudo della fede». Su questo dettaglio si è soffermato il Pontefice: «Una cosa che ci aiuterebbe tanto sarebbe domandarci: Ma come va la mia fede? Io credo o non credo? O credo un po’ sì e un po’ no? Sono un po’ mondano e un po’ credente?». Quando recitiamo il Credo, lo facciamo solo a «parole»? Siamo consapevoli, ha chiesto Francesco, che «senza fede non si può andare avanti, non si può difendere la salvezza di Gesù?». Richiamando il brano evangelico di Giovanni, al capitolo nono, in cui Gesù guarisce il ragazzo che i farisei non volevano credere fosse cieco, il Papa ha fatto notare come Gesù non chieda al ragazzo: «Sei contento? Sei felice? Hai visto che io sono buono?», ma: «Tu credi nel Figlio dell’uomo? Tu hai fede?». Ed è la stessa domanda che rivolge «a noi tutti i giorni». Una domanda ineludibile perché «se la nostra fede è debole, il diavolo ci vincerà». L’armatura del cristiano, ha continuato il Papa, è composta anche dall’«elmo della salvezza», dalla «spada dello Spirito» e dalla preghiera. Lo ricorda san Paolo: «in ogni occasione, pregate». E lo ha ribadito il Pontefice: «Pregate, pregate». Non si può, infatti, «portare avanti una vita cristiana senza la vigilanza».

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Parla, Signore, il suo servo ti ascolta

Un consiglio di Edith Stein per la ricerca vocazionale…

I nostri giorni  sono spesso caratterizzati da un ritmo piuttosto concitato e il rischio è quello di farsi travolgere dalla velocità. Ne derivano comportamenti che assomigliano più a una serie di reazioni agli stimoli che non una risposta consapevole alla chiamata di Dio (che coincide con la piena realizzazione del profondo Io della persona). Per questo da subito Edith Stein (Santa Teresa Benedetta della Croce) non esita a suggerire alle giovani che a lei si rivolgono di sottrarsi al flusso continuo degli eventi per incamminarsi sulla via del silenzio interiore. Se la persona fa questo passo, allora poi riesce a udire la chiamata di Dio e sperimenta che la vocazione che le viene offerta dall’alto corrisponde esattamente al desiderio più profondo del suo Io: la chiamata di Dio infatti è un portare a pienezza di realizzazione gli stessi doni che Egli ha elargito alla persona quando l’ha creata. Natura e Grazia operano infatti sempre in sinergia.

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Sai di essere amato?

Le Carmelitane Scalze del monastero “Madre della Misericordia” di Quart (Ao)

ti accolgono con gioia nel loro blog e soprattutto

nelle loro preghiere.

Se sei capitato qui non è stato un caso

Nulla accade per caso, ma tutto è mosso dall’Amore di Dio!

Neanche tu sei nato per caso,

ma sei stato voluto fin dall’eternità

da un Dio che è Amore

per un compito in questo mondo che

tu solo puoi svolgere.

Sai quant’è preziosa la tua vita? Ci hai mai pensato?

Noi abbiamo ricevuto il dono inestimabile di farlo,

perché Dio si è rivelato a noi come

Amore infinito.

Nel Vangelo di Giovanni (3,16), Gesù dice:

“Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito,

perché chiunque crede in Lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna”.

Sai che cos’è la vita eterna?

Non è qualcosa che inizia soltanto dopo la morte, ma è una realtà

che ti può accompagnare anche adesso, da subito,

se tu apri il tuo cuore a Gesù.

Egli lo colmerà della Sua gioia e della pace vera

e sarà tuo Amico nel sentiero della vita.

Questa è la vita eterna,

vita piena, completa, realizzata nell’amicizia con Gesù attraverso la preghiera.

Forse della preghiera hai un’idea un po’ sbagliata,

pensi che si tratti di qualcosa di noioso, formale, ripetitivo …

S. Teresa d’Avila nella sua autobiografia (8,5) , definisce, invece, così la preghiera:

“Un intimo rapporto d’amicizia, un frequente trattenimento con Colui da cui sappiamo di essere amati”

E tu…sai di essere amato?

Dio ti sta cercando per fare amicizia con te!

Aprigli la porta del cuore e lascia che t’inondi con il suo Amore!

Questo noi cerchiamo di farlo ogni giorno, in una vita di grande solitudine, silenzio, lavoro e preghiera,

chiedendo anche per te e per tutto il mondo

il dono inestimabile della fede!

Il beato Giovanni Paolo II ci ha detto:

“Amare in modo gratuito è un diritto inalienabile della persona umana, anche – e bisognerebbe dire soprattutto- quando l’Amato è Dio stesso. Sulla scia dei contemplativi e dei mistici di ogni tempo, continuate ad attestare con forza e umiltà la dimensione trascendente della persona umana, creata a somiglianza di Dio e chiamata ad una vita d’intimità con Lui… Lasciatemi anche assicurarvi – in nome della tradizione costante della Chiesa- che la vostra vita non solo può annunciare l’Assoluto di Dio, ma che essa possiede un meraviglioso e misterioso potere di fecondità spirituale”

(Alle Carmelitane Scalze di Lisieux, 2/6/1980)

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