Il Carmelo di Quart vi accoglie con gioia!

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Amore chiama amore…!

Amore chiama amore… per l’amore che Dio ci ha portato e per quel suo glorioso Figlio che per noi tanto ha sofferto, ci doni Sua Maestà questa fiamma d’amore, di cui abbiamo tanto bisogno! … Se Dio l’amiamo molto, saremo capaci di soffrire molto, poco invece se pure poco l’amiamo, perchè il coraggio di molto o di poco soffrire è in proporzione all’amore.

Santa Teresa d’Avila

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verso il Corpus Domini

Un pensiero di S. Teresa di Los Andes

Nella Comunione sta la vita della nostra anima. E’ un momento di Cielo nel nostro esilio. Desideriamola!

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Un pensiero di santa Teresina

La Trinità vive in noi

Che richiamo quello del nostro Sposo! Ma come? Non osavamo più neppure guardarci tanto credevamo d’esser senza splendore e senza ornamenti e Gesù ci chiama, vuole osservarci a suo piacimento, ma non è solo: con lui le altre due persone della Santa Trinità vengono a prendere possesso della nostra anima!… Gesù l’aveva promesso un tempo, quando stava per risalire verso il Padre suo e Padre nostro. Diceva con ineffabile tenerezza: «se qualcuno mi ama, custodirà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e porremo in lui la nostra dimora».

«Custodire la parola di Gesù, ecco l’unica condizione della nostra felicità, la prova del nostro amore per lui. Ma che cos’è questa parola? Mi sembra che la parola di Gesù sia Lui stesso… Lui, Gesù, il Verbo, la Parola di Dio!… […] che felicità pensare che il buon Dio, che la Trinità tutta intera ci guarda, che è in noi e si compiace nell’osservarci! […] Il nostro Dio, l’ospite della nostra anima, lo sa bene; così viene in noi nell’intento di trovare una dimora, una tenda vuota […] Dunque non dobbiamo far altro che consegnare la nostra anima, abbandonarla al nostro grande Dio. Che importa allora che sia senza doni che brillano all’esterno, se poi all’interno il Re dei re risplende con tutta la sua gloria! Com’è necessario che un’anima sia grande per contenere un Dio!… E tuttavia l’anima di un bambino di un giorno è per lui un paradiso di delizie; che sarà dunque delle nostre che hanno lottato e sofferto per conquistare il cuore del loro Diletto?… »


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Una poesia di Giovanni della Croce

Il mistero d’amore della Trinità

In principio era il Verbo
ed aveva in Dio la sua vita
ed in Lui la sua infinita
possedea felicità.

In quell’amore immenso
che da essi due procede,
parole ricche di grazia

 il Padre al Figlio dice,
così tanto deliziose
che nessun le comprende;
solo il Figlio che ne gode,
perché a Lui solo appartengono.

 però ciò che si comprende,
in tal maniera suona:
Di niente mi compiaccio, Figlio,
se non di tua compagnia;
se qualcosa mi contenta,

 in te stesso io lo amo:
quei che più a te somiglia
tanto più mi rallegra,
quei che niente in te somiglia
in me mai nulla trova

sei la mia sapienza,
immagine della mia sostanza,

 in cui del tutto io mi compiaccio.
A chi ti amasse, o Figlio,
me stesso io darei,

e l’amore che in te ho posto,
quello stesso in lui porrei,

 in ragione dell’amore che ha portato a colui che tanto amo

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Un pensiero di Teresa d’Avila

Per prepararci alla celebrazione della Trinità, ascoltiamo i nostri santi…

«La presenza delle tre divine Persone […] abituata com’ero alla sola presenza di Gesù Cristo, mi pareva che mi dovesse quasi disturbare, benché intendessi chiaramente che erano un solo Dio. E oggi, mentre ero assorta in questo pensiero, il Signore mi disse che m’ingannavo se ritenevo le cose dell’anima come quelle del corpo: esse sono molto diverse, e l’anima ne può godere immensamente. Pensai allora a una spugna che s’imbeve e s’impregna di acqua: così l’anima mia s’impregnava di divinità e pareva godere delle tre divine Persone che teneva in sé. Intesi allora queste parole: “Non affannarti per chiudere Me in te, ma cerca di chiuder te in Me”. E mi sembrava che le tre divine Persone stessero nell’interno dell’anima mia da dove si comunicavano a tutte le cose create, nessuna esclusa, senza cessare di rimanere in me»

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A scuola di contemplazione

Quale atteggiamento spirituale è utile per prepararsi alla preghiera?

L’atteggiamento di umile fiducia! Dio infatti è nostro Padre e vuole che ci rendiamo conto di essere dei bimbi poveri e impotenti. Questa consapevolezza però, invece di deprimerci o rinchiuderci in noi stessi con un lamento, deve spingerci a cercare aiuto e rifugio fra le braccia di Gesù. Infatti Santa Teresa consiglia di cominciare l’orazione con un atto di contrizione, di umiltà, e poi di cercare subito la dolce presenza di Gesù.

Dove cercare questa presenza quando cominciamo l’orazione?

Qualunque metodo va bene, ma se ne possono consigliare due diciamo “tradizionali” e molto efficaci. Possiamo o andare in una chiesa davanti al Tabernacolo e considerare che Gesù è lì che ci aspetta, oppure in qualsiasi luogo, purchè tranquillo, considerare che la Trinità abita l’anima in grazia e quindi è realmente presente in noi.

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A scuola di contemplazione

Cos’è la preparazione remota all’orazione? Cosa si deve fare perchè l’anima sia pronta a raccogliersi durante la preghiera?

Ci sono due elementi, uno negativo e uno positivo. Si tratta di abituare l’anima a non lasciarsi afferrare completamente da ciò che capita all’esterno, ma di coltivare una abituale tendenza a vivere alla presenza di Dio, anche nelle occupazioni esteriori.

L’elemento negativo consiste nell’evitare per quanto è possibile le distrazioni e gli attacchi del cuore. Per amare Dio bisogna avere un cuore libero, che ama gli altri con tutto se stesso ma non è schiavo, come Gesù, che sa amare anche quando non è corrisposto o capito. Quindi bisogna cercare di “mortificare i sensi” cioè non vedere, ascoltare, leggere qualsiasi cosa, ma cercare di discernere! Diventiamo ciò che contempliamo, dicevano i padri del deserto, ed è vero, ma diventiamo anche ciò che leggiamo, ascoltiamo,…

L’elemento positivo consiste nel fare tutto alla presenza di Dio, cioè di renderci consapevoli di una realtà: quella che Dio è sempre accanto a noi, sempre! Questo contatto fatto di pensieri, di brevi preghiere, riempie il cuore ed aiuta anche nelle occupazioni materiali ad indirizzarle a Dio.

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Esercizi online

Per la Quaresima vi proponiamo delle meditazioni dei nostri padri carmelitani, sul vangelo e sulle dimore di S. Teresa, scritte da P. Guillaume di Avon (presso Parigi) e tradotte in Italiano da p. Giacomo Gubert delle edizioni OCD.

La pagina per iscriversi è:   www.esercizi-online.karmel.at

Chi si iscrive riceverà ogni settimana (il venerdì) un mail con appunto il testo per la settimana, con un riassunto video e audio. Vi auguriamo quindi una buona Quaresima!

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A scuola di contemplazione

La preparazione

A cosa serve la preparazione alla preghiera?

La preparazione consiste nel metterci vicini al Signore; non si può in effetti parlare intimamente con una persona non essendole vicino. Dobbiamo quindi metterci alla presenza di Dio con fede viva e con l’atteggiamento umile di un’anima che si riconosce figlia di Dio.

C’è poi una preparazione “prossima”, cioè immediatamente prima della preghiera, e una “remota” con cui l’anima si dispone abitualmente a raccogliersi in Dio.

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A scuola di… contemplazione

Cos’è il metodo di orazione mentale carmelitano?

Un metodo di orazione è l’insegnamento che ci spiega la maniera di fare orazione agevolmente. Questo metodo trae origine immediata dagli insegnamenti di Teresa di Gesù e Giovanni della Croce, le sua forma definitiva fu data poi dai loro discepoli. Di questo metodo daremo ora una spiegazione generale, per tornare poi sulle sue parti una per una.

Quante parti distingue il metodo di orazione mentale carmelitano?

Abitualmente distinguiamo 6 o 7 parti dell’orazione mentale, cioè:

  • la preparazione
  • la lettura
  • la meditazione con il colloquio affettivo
  • il ringraziamento
  • l’offerta
  • la domanda

Non è una complicazione distinguere tante parti?

No! Difatti le prime due non sono ancora orazione mentale, ma sono come la porta d’ingresso; le ultime tre poi sono facoltative, cioè verranno tralasciate non appena non ne avremo più bisogno; l’orazione si riduce quindi sostanzialmente alla meditazione accompagnata da una conversazione intima con il Signore (colloquio affettivo). Per capire bene bisogna tenere presente cosa intendeva Teresa d’Avila: per lei l’orazione era una conversazione intima col Signore nella quale Gli parliamo soprattutto di amore, rispondendo al suo invito di amarlo. Le varie parti dell’orazione hanno come scopo di condurci agevolmente a questa conversazione amorosa con Lui..

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