Il Carmelo di Quart vi accoglie con gioia!

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A scuola di contemplazione

Quale atteggiamento spirituale è utile per prepararsi alla preghiera?

L’atteggiamento di umile fiducia! Dio infatti è nostro Padre e vuole che ci rendiamo conto di essere dei bimbi poveri e impotenti. Questa consapevolezza però, invece di deprimerci o rinchiuderci in noi stessi con un lamento, deve spingerci a cercare aiuto e rifugio fra le braccia di Gesù. Infatti Santa Teresa consiglia di cominciare l’orazione con un atto di contrizione, di umiltà, e poi di cercare subito la dolce presenza di Gesù.

Dove cercare questa presenza quando cominciamo l’orazione?

Qualunque metodo va bene, ma se ne possono consigliare due diciamo “tradizionali” e molto efficaci. Possiamo o andare in una chiesa davanti al Tabernacolo e considerare che Gesù è lì che ci aspetta, oppure in qualsiasi luogo, purchè tranquillo, considerare che la Trinità abita l’anima in grazia e quindi è realmente presente in noi.

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A scuola di contemplazione

Cos’è la preparazione remota all’orazione? Cosa si deve fare perchè l’anima sia pronta a raccogliersi durante la preghiera?

Ci sono due elementi, uno negativo e uno positivo. Si tratta di abituare l’anima a non lasciarsi afferrare completamente da ciò che capita all’esterno, ma di coltivare una abituale tendenza a vivere alla presenza di Dio, anche nelle occupazioni esteriori.

L’elemento negativo consiste nell’evitare per quanto è possibile le distrazioni e gli attacchi del cuore. Per amare Dio bisogna avere un cuore libero, che ama gli altri con tutto se stesso ma non è schiavo, come Gesù, che sa amare anche quando non è corrisposto o capito. Quindi bisogna cercare di “mortificare i sensi” cioè non vedere, ascoltare, leggere qualsiasi cosa, ma cercare di discernere! Diventiamo ciò che contempliamo, dicevano i padri del deserto, ed è vero, ma diventiamo anche ciò che leggiamo, ascoltiamo,…

L’elemento positivo consiste nel fare tutto alla presenza di Dio, cioè di renderci consapevoli di una realtà: quella che Dio è sempre accanto a noi, sempre! Questo contatto fatto di pensieri, di brevi preghiere, riempie il cuore ed aiuta anche nelle occupazioni materiali ad indirizzarle a Dio.

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Esercizi online

Per la Quaresima vi proponiamo delle meditazioni dei nostri padri carmelitani, sul vangelo e sulle dimore di S. Teresa, scritte da P. Guillaume di Avon (presso Parigi) e tradotte in Italiano da p. Giacomo Gubert delle edizioni OCD.

La pagina per iscriversi è:   www.esercizi-online.karmel.at

Chi si iscrive riceverà ogni settimana (il venerdì) un mail con appunto il testo per la settimana, con un riassunto video e audio. Vi auguriamo quindi una buona Quaresima!

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A scuola di contemplazione

La preparazione

A cosa serve la preparazione alla preghiera?

La preparazione consiste nel metterci vicini al Signore; non si può in effetti parlare intimamente con una persona non essendole vicino. Dobbiamo quindi metterci alla presenza di Dio con fede viva e con l’atteggiamento umile di un’anima che si riconosce figlia di Dio.

C’è poi una preparazione “prossima”, cioè immediatamente prima della preghiera, e una “remota” con cui l’anima si dispone abitualmente a raccogliersi in Dio.

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A scuola di… contemplazione

Cos’è il metodo di orazione mentale carmelitano?

Un metodo di orazione è l’insegnamento che ci spiega la maniera di fare orazione agevolmente. Questo metodo trae origine immediata dagli insegnamenti di Teresa di Gesù e Giovanni della Croce, le sua forma definitiva fu data poi dai loro discepoli. Di questo metodo daremo ora una spiegazione generale, per tornare poi sulle sue parti una per una.

Quante parti distingue il metodo di orazione mentale carmelitano?

Abitualmente distinguiamo 6 o 7 parti dell’orazione mentale, cioè:

  • la preparazione
  • la lettura
  • la meditazione con il colloquio affettivo
  • il ringraziamento
  • l’offerta
  • la domanda

Non è una complicazione distinguere tante parti?

No! Difatti le prime due non sono ancora orazione mentale, ma sono come la porta d’ingresso; le ultime tre poi sono facoltative, cioè verranno tralasciate non appena non ne avremo più bisogno; l’orazione si riduce quindi sostanzialmente alla meditazione accompagnata da una conversazione intima con il Signore (colloquio affettivo). Per capire bene bisogna tenere presente cosa intendeva Teresa d’Avila: per lei l’orazione era una conversazione intima col Signore nella quale Gli parliamo soprattutto di amore, rispondendo al suo invito di amarlo. Le varie parti dell’orazione hanno come scopo di condurci agevolmente a questa conversazione amorosa con Lui..

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A scuola di… contemplazione

Perché desideriamo naturalmente l’amore sensibile?

Lo desideriamo per la sua dolcezza e perchè ci porta conforto e consolazione. Ma appunto perchè spesso, nell’amore sensibile, cerchiamo noi stessi, mentre con l’amore di volontà cerchiamo Dio, Egli sovente sopprime in noi l’amore sensibile, per farci camminare più decisamente con la sola volontà.

Di quale amore dobbiamo amare Dio nell’orazione?

Certamente di un amore di volontà, essendo questo più importante. Se l’amore sensibile vi si aggiunge, invece di cercarvi il nostro tornaconto, approfitteremo del suo aiuto per rafforzare la nostra volontà di darci a Dio. Mancando l’amore sensibile proseguiremo con la sola volontà.

Come potrò stare occupato/a per un’ora intera in questa conversazione amorosa col Signore?

Al principio della vita di orazione, molto persone incontrano grandi difficoltà e provano noia o sentono di essere piene di distrazioni. Bisogna quindi sapere che “fare orazione” è cosa che “si impara”! Appunto per insegnare questo i teologi carmelitani, dediti allo studio della vita di preghiera, hanno costruito il loro “metodo di orazione mentale”…

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A scuola di… contemplazione

Che cos’è l’amore?

Vi è l’amore sensibile e l’amore di volontà. L’amore sensibile consiste in un sentimento che ci porta affettuosamente verso una persona e ci fa provare piacere alla sua presenza o al ricordo di lei.

L’amore di volontà consiste nel “voler bene” ad una persona, per libera scelta e determinazione della nostra volontà. quando poi questo amore prende tutta l’anima, allora si vuole appartenere alla persona amata e consacrare deliberatamente a lei tutta la propria vita.

Qual è il vero amore?

L’amore di volontà; perchè la volontà è quanto in noi è di più personale. Nella volontà risiede la nostra libertà e con questa appunto noi ci diamo a Dio. Per questo Dio chiede all’uomo proprio il “dono della sua volontà”. In questo dono totale consiste la piena consacrazione dell’uomo a Dio. L’amore sensibile è un di più di importanza molto secondaria. Non dipende, del resto, da noi provarlo, mentre dipende da noi amare con la volontà.

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A scuola di.. contemplazione!

Bisogna anche pensare durante la preghiera?

Non è possibile amare senza avere qualche pensiero sull’oggetto amato. Per amare Dio, bisogna pensare a Lui. Tuttavia il pensiero di Dio potrà variare molto, secondo i casi. Sarà una riflessione alquanto prolungata sull’amore di Dio per noi, ma potrà essere anche un semplice ricordo dell’amabilità del Signore e della sua bontà. Quindi nell’orazione pensiamo soltanto per amare, per nutrire l’amore. Santa Teresa dice infatti che l’orazione consiste “non nel molto pensare, ma nel molto amare”.

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A scuola di.. contemplazione

Che cosa diciamo a Dio nell’orazione mentale?

Anche in questo tipo di preghiera, come in quella vocale, possiamo manifestare a Dio tutti i desideri che portiamo nel cuore; però, secondo gli insegnamenti di Teresa di Gesù, un’anima contemplativa preferirà dirgli che Lo ama, o che almeno desidera amarLo.

Perchè parlare specialmente di amore con Dio?

Perchè l’amore è la sostanza della vita contemplativa. Secondo Santa Teresa le anime contemplative devono divenire grandi amiche, amiche intime del Signore; e l’amore, appunto, fa fiorire l’amicizia e introduce nell’intimità. Inoltre santa Teresa vuole che, andando a pregare, siamo convinti che Dio ci invita ad amarlo, e che noi andiamo a rispondere al suo invito.

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Sai di essere amato?

Le Carmelitane Scalze del monastero “Madre della Misericordia” di Quart (Ao)

ti accolgono con gioia nel loro blog e soprattutto

nelle loro preghiere.

Se sei capitato qui non è stato un caso

Nulla accade per caso, ma tutto è mosso dall’Amore di Dio!

Neanche tu sei nato per caso,

ma sei stato voluto fin dall’eternità

da un Dio che è Amore

per un compito in questo mondo che

tu solo puoi svolgere.

Sai quant’è preziosa la tua vita? Ci hai mai pensato?

Noi abbiamo ricevuto il dono inestimabile di farlo,

perché Dio si è rivelato a noi come

Amore infinito.

Nel Vangelo di Giovanni (3,16), Gesù dice:

“Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito,

perché chiunque crede in Lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna”.

Sai che cos’è la vita eterna?

Non è qualcosa che inizia soltanto dopo la morte, ma è una realtà

che ti può accompagnare anche adesso, da subito,

se tu apri il tuo cuore a Gesù.

Egli lo colmerà della Sua gioia e della pace vera

e sarà tuo Amico nel sentiero della vita.

Questa è la vita eterna,

vita piena, completa, realizzata nell’amicizia con Gesù attraverso la preghiera.

Forse della preghiera hai un’idea un po’ sbagliata,

pensi che si tratti di qualcosa di noioso, formale, ripetitivo …

S. Teresa d’Avila nella sua autobiografia (8,5) , definisce, invece, così la preghiera:

“Un intimo rapporto d’amicizia, un frequente trattenimento con Colui da cui sappiamo di essere amati”

E tu…sai di essere amato?

Dio ti sta cercando per fare amicizia con te!

Aprigli la porta del cuore e lascia che t’inondi con il suo Amore!

Questo noi cerchiamo di farlo ogni giorno, in una vita di grande solitudine, silenzio, lavoro e preghiera,

chiedendo anche per te e per tutto il mondo

il dono inestimabile della fede!

Il beato Giovanni Paolo II ci ha detto:

“Amare in modo gratuito è un diritto inalienabile della persona umana, anche – e bisognerebbe dire soprattutto- quando l’Amato è Dio stesso. Sulla scia dei contemplativi e dei mistici di ogni tempo, continuate ad attestare con forza e umiltà la dimensione trascendente della persona umana, creata a somiglianza di Dio e chiamata ad una vita d’intimità con Lui… Lasciatemi anche assicurarvi – in nome della tradizione costante della Chiesa- che la vostra vita non solo può annunciare l’Assoluto di Dio, ma che essa possiede un meraviglioso e misterioso potere di fecondità spirituale”

(Alle Carmelitane Scalze di Lisieux, 2/6/1980)

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