Il Carmelo di Quart vi accoglie con gioia!

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Ecco un power point per conoscere meglio Santa Teresa e i suoi scritti…: Santa Teresa

 

 

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Un consiglio di Papa Francesco

Come pregare?

«Si prega con coraggio perché quando preghiamo abbiamo un bisogno». E siccome Dio è un amico, anzi «è un amico ricco che ha del pane, ha quello di cui abbiamo bisogno».  «come se Gesù dicesse: “nella preghiera siate invadenti. Non stancatevi”. Ma non stancatevi di che? Di chiedere. “Chiedete e vi sarà dato”». Dunque una preghiera che si fa ricerca. Ha raccomandato in proposito il Pontefice: «Cercate. E chiusa questa porta vado dall’altra. Cercare, e troverete. Bussate, e vi sarà aperto. Siate invadenti nella preghiera. Perché chiunque chiede riceve. Chi cerca trova. Chi bussa, gli sarà aperto». Ed «è bello questo» ha commentato, per poi chiarire che «la preghiera non è come una bacchetta magica: che noi facciamo la preghiera, e… pum! E si fa la grazia». «La preghiera è un lavoro: un lavoro che ci chiede volontà, ci chiede costanza, ci chiede di essere determinati, senza vergogna. Perché? Perché io sto bussando alla porta del mio amico. Dio è amico, e con un amico io posso fare questo. Una preghiera costante, invadente». Come quella di santa Monica, per esempio: «quanti anni ha pregato così, anche con le lacrime, per la conversione del suo figlio» Agostino. «Il Signore — ha ricordato il Pontefice — alla fine ha aperto la porta. Ma se uno chiede, poi dice due “Padre nostro”, e poi se ne va», allora vuol dire che «tu non desideri veramente ciò che chiedi». Invece occorre, ha ribadito, «chiedere con invadenza».

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Parla Signore, il tuo servo ti ascolta

E a tutti Gesù diceva: “Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Chi vorrà salvare la propria vita la perderà, ma chi perderà la propria vita per me la salverà. Che giova all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi si perde o rovina se stesso?”

Dal vangelo secondo Luca

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Un pensiero della beata M. Giuseppina di Gesù Crocifisso

Il Carmelo è il fiore di Maria, la sua casa. Ed è la Madonna che dà il fiore della sua vita – Gesù – alle nostre anime.

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Un consiglio di Papa Francesco

L’importanza della vigilanza

 «O sei con Gesù o sei contro Gesù. E su questo punto non ci sono sfumature. C’è una lotta, una lotta in cui è in gioco la salvezza eterna di tutti noi». E non ci sono alternative, anche se a volte sentiamo «alcune proposte pastorali» che sembrano più accomodanti. «No! O sei con Gesù — ha ripetuto il vescovo di Roma — o sei contro. Questo è così. E questo è uno dei criteri». Ultimo criterio è quello della vigilanza. «Dobbiamo sempre vigilare, vigilare contro l’inganno, contro la seduzione del maligno» ha esortato il Pontefice. Ed è tornato a citare il Vangelo: «Quando un uomo forte e ben armato fa la guardia al suo palazzo, ciò che possiede è sicuro. E noi possiamo farci la domanda: io vigilo su di me? Sul mio cuore? Sui miei sentimenti? Sui miei pensieri? Custodisco il tesoro della grazia? Custodisco la presenza dello Spirito Santo in me?». Se non si custodisce — ha aggiunto citando ancora il Vangelo — «arriva uno che è più forte, lo vince, gli strappa via le armi nelle quali confidava e ne spartisce il bottino». Sono questi, dunque, i criteri per rispondere alle sfide poste dalla presenza del diavolo nel mondo: la certezza che «Gesù lotta contro il diavolo»; «chi non è con Gesù è contro Gesù»; e «la vigilanza». C’è da tener presente, ha detto ancora il Pontefice, che «il demonio è astuto: mai è scacciato via per sempre, soltanto l’ultimo giorno lo sarà». Ecco perché è necessario vigilare. «La sua strategia — ha avvertito Papa Francesco — è questa: tu ti sei fatto cristiano, vai avanti nella tua fede, e io ti lascio, ti lascio tranquillo. Ma poi, quando ti sei abituato e non sei molto vigile e ti senti sicuro, io torno. Il Vangelo di oggi incomincia col demonio scacciato e finisce col demonio che torna. San Pietro lo diceva: è come un leone feroce che gira intorno a noi». E queste non sono bugie: «è la Parola del Signore».

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Parla, Signore, il tuo servo ti ascolta…

Due sindromi da evitare per un vero cammino di discernimento…

La sindrome da “giovane-ricco”. Tipica dei giovani “bravi, buoni e belli…intelligenti.. cattolici..”, che vanno in Chiesa, fanno magari gli animatori e cantano nel coro, sanno di cultura religiosa, frequentano gli ambienti ecclesiali e i pellegrinaggi ai santuari . …hanno una vita impegnata e buona, magari frequentano anche un gruppo di ricerca vocazionale! In realtà difficilmente si lasciano mettere in discussione in modo profondo e tantomeno accettano di “perdere” il loro tesoro (il mio progetto, il mio sogno, il mio posto, la mia morosa, la laurea…) per il Signore che chiede invece l’intera loro vita.

La sindrome da “W la libertà..; c’è sempre tempo”: Tipica di chi afferma o pensa: “Ho fatto tutto! Ho frequentato persino il corso vocazionale! Ho fatto un ottimo discernimento…sono stato davvero bravo, ma.. alla fine ..non mi va di prendere impegni.. non me la sento di giocarmi…farò più avanti.. ” . Questi sovente arrivano anche alla soglia di una decisione…Anzi, a volte hanno già deciso.. All’ultimo però tagliano la corda! Il loro motto è : “W la libertà”; oppure “c’è sempre tempo”!! Queste persone talvolta poi ricominciano da qualche altra parte, ma  con le stesse dinamiche…; sempre, alla fine, scappando. Difficile per essi  dire dei sì e dei no impegnativi. Volendo tenere aperte per sé tutte le strade….rischiano di restare inconcludenti a vita e di essere in discernimento fino all’età della…pensione!!

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Un pensiero di Santa Teresa di Los Andes

Gesù nel tabernacolo è così presente all’anima mia che non invidio quelli che vissero con Lui in terra.

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Un consiglio di Papa Francesco

L’esame di coscienza

Francesco ha suggerito «una preghiera bella che noi possiamo fare tutti i giorni, prima di andare a letto, guardare un po’ la giornata» e domandarsi: «Ma quale spirito ho io oggi seguito? Lo spirito di Dio o lo spirito del mondo?». E il Papa ha fatto notare che «questo si chiama fare l’esame di coscienza: sentire nel cuore cosa è successo in questa guerra interiore, e come io mi sono difeso dallo spirito del mondo che mi porta alla vanità, alle cose basse, ai vizi, alla superbia, a tutto questo». Dunque, «come mi sono difeso dalle tentazioni concrete?». Si devono «individuare le tentazioni». E «questo si fa come preghiera, prima di andare a letto, oggi: quali sentimenti ho avuto. Individuare qual è lo spirito che mi ha spinto a quel sentimento, mi ha ispirato quel sentimento: è lo spirito del mondo o lo spirito di Dio?». Facendo l’esame di coscienza con questa preghiera serale, ha affermato il Pontefice «tante volte, se siamo onesti, troveremo che “oggi sono stato invidioso, ho avuto cupidigia, ho fatto questo”». E «questo è lo spirito del mondo». Ma, ha insistito Francesco, è opportuno «individuarli» questi sentimenti, «perché questo è vero: tutti noi abbiamo dentro questa lotta, ma se noi non capiamo come funzionano questi due spiriti, come agiscono, non riusciamo ad andare avanti con lo spirito di Dio che ci porta a conoscere il pensiero di Cristo, il senso di Cristo». In realtà, ha fatto notare il Papa, «è molto semplice: abbiamo questo gran dono, che è lo spirito di Dio, ma siamo fragili, siamo peccatori e abbiamo anche la tentazione dello spirito del mondo». E «in questo combattimento spirituale, in questa guerra dello spirito, bisogna essere vincitori come Gesù, ma è necessario sapere quale strada si percorre». Proprio «per questo è tanto utile l’esame di coscienza, alla sera rivedere la giornata e dire: “sì, oggi sono stato tentato qui, ho vinto qui, lo Spirito Santo mi ha dato questa ispirazione”». Insomma, si tratta di «conoscere cosa succede nel cuore». E, ha messo in guardia il Pontefice, «se noi non facciamo questo, se noi non sappiamo cosa succede nel nostro cuore — e questo non lo dico io, lo dice la Bibbia — siamo come gli “animali che non capiscono nulla”, vanno avanti con l’istinto». Però «noi non siamo animali, siamo figli di Dio, battezzati con il dono dello Spirito Santo». E «per questo — ha concluso Francesco — è importante capire cosa è successo oggi nel mio cuore. Il Signore ci insegni a fare sempre, tutti i giorni, l’esame di coscienza».

 

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Parla, Signore, il tuo servo ti ascolta

la chiamata di Gesù

Ognuno di noi può sperimentare la chiamata di Gesù: non c’è nulla di straordinario in questo! Dio ama ciascuno e lo chiama in modo inconfondibile e irripetibile! la vocazione prima ancora di essere un sentimento o un pensiero è un fatto che accade, un incontro che inizia con una certa percezione sulla vita che la fa cogliere come preziosa ai suoi occhi. Sei consapevole che Lui ha cura di te, parla nel profondo e accende l’entusiasmo per la vita. “Egli ci ha amati per primo” ( 1 Gv 4, 19). Un gusto particolare ti porta alla consapevolezza che il Signore è presente e vuole rileggere la tua storia, la tua vita con te, accanto a te. La sua compagnia, la sua Presenza ti lega di più a Lui e cresce dentro l’interesse verso la sua Parola pronunciata sulla tua vita, ti scopri amata e conosciuta per quello che sei, guardata dalla misericordia di Dio e toccata dal suo amore che libera, apre, incammina, “avventura la vita” per dirla con le parole di santa Teresa d’Avila. Desideri allora fermarti con Lui, rimanere con Lui, stare con Lui sul monte…  A volte il Signore scompagina i progetti e ha un modo inusitato di raggiungerti. Ma se il tuo cuore è aperto e disponibile, se tieni conto che Lui è imprevedibile, percorrendola puoi scoprire la tua strada, senza stancarti mai di porre domande alla tua vita!

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Sai di essere amato?

Le Carmelitane Scalze del monastero “Madre della Misericordia” di Quart (Ao)

ti accolgono con gioia nel loro blog e soprattutto

nelle loro preghiere.

Se sei capitato qui non è stato un caso

Nulla accade per caso, ma tutto è mosso dall’Amore di Dio!

Neanche tu sei nato per caso,

ma sei stato voluto fin dall’eternità

da un Dio che è Amore

per un compito in questo mondo che

tu solo puoi svolgere.

Sai quant’è preziosa la tua vita? Ci hai mai pensato?

Noi abbiamo ricevuto il dono inestimabile di farlo,

perché Dio si è rivelato a noi come

Amore infinito.

Nel Vangelo di Giovanni (3,16), Gesù dice:

“Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito,

perché chiunque crede in Lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna”.

Sai che cos’è la vita eterna?

Non è qualcosa che inizia soltanto dopo la morte, ma è una realtà

che ti può accompagnare anche adesso, da subito,

se tu apri il tuo cuore a Gesù.

Egli lo colmerà della Sua gioia e della pace vera

e sarà tuo Amico nel sentiero della vita.

Questa è la vita eterna,

vita piena, completa, realizzata nell’amicizia con Gesù attraverso la preghiera.

Forse della preghiera hai un’idea un po’ sbagliata,

pensi che si tratti di qualcosa di noioso, formale, ripetitivo …

S. Teresa d’Avila nella sua autobiografia (8,5) , definisce, invece, così la preghiera:

“Un intimo rapporto d’amicizia, un frequente trattenimento con Colui da cui sappiamo di essere amati”

E tu…sai di essere amato?

Dio ti sta cercando per fare amicizia con te!

Aprigli la porta del cuore e lascia che t’inondi con il suo Amore!

Questo noi cerchiamo di farlo ogni giorno, in una vita di grande solitudine, silenzio, lavoro e preghiera,

chiedendo anche per te e per tutto il mondo

il dono inestimabile della fede!

Il beato Giovanni Paolo II ci ha detto:

“Amare in modo gratuito è un diritto inalienabile della persona umana, anche – e bisognerebbe dire soprattutto- quando l’Amato è Dio stesso. Sulla scia dei contemplativi e dei mistici di ogni tempo, continuate ad attestare con forza e umiltà la dimensione trascendente della persona umana, creata a somiglianza di Dio e chiamata ad una vita d’intimità con Lui… Lasciatemi anche assicurarvi – in nome della tradizione costante della Chiesa- che la vostra vita non solo può annunciare l’Assoluto di Dio, ma che essa possiede un meraviglioso e misterioso potere di fecondità spirituale”

(Alle Carmelitane Scalze di Lisieux, 2/6/1980)

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